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Una mamma che racconta!

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Stefania una mamma in carriera nel campo dell’abbigliamento e suo marito Antonio, che lavora per il Ministero della Difesa, vivono a Castel di Lama, in provincia di Ascoli Piceno. Hanno iscritto loro figlio Cristian al primo corso Helen Doron English quando aveva 3 anni e mezzo. Cristian ha già seguito i seguenti corsi: Fun with Flupe, More Fun with Flupe and Jump with Joey e adesso, all’età di 7 anni, frequenta il quarto anno a Helen Doron con il programma More Jump with Joey.

 

Stefania ci ha parlato di Cristian, della sua personalità e dei suoi progressi. Naturalmente, ha paragonato il livello di inglese di suo figlio alla sua personale esperienza come studentessa di lingua. “Cristian è un bambino curioso e brillante e a volte anche un po’ impaziente. È sempre desideroso e di imparare e scoprire cose nuove! Quindi ho notato che questa esperienza lo ha coinvolto parecchio. Sono soddisfatta dei suoi progressi! La sua pronuncia è migliorata molto e sembra che parli inglese come un madrelingua. Sento che la sua pronuncia è molto diversa dalla mia, che è solo a un livello scolare. A scuola ero brava a scrivere in inglese, certamente, ma non a parlarlo. Quando sono andata a lavorare all’estero, ho preso coscienza di questo. L’inglese di Cristian è invece attivo. Se gli fai una domanda in inglese risponde; conosce molti vocaboli”.

 

Quest’anno Cristian ha iniziato il programma More Jump with Joey e utilizza il Workbook, che introduce elementi scritti e la lettura. “Un bambino è come una spugna, assorbe tutto, con le informazioni che girano nella sua testa. Penso che l’apprendimento dell’inglese a 9 o 10 anni non abbia lo stesso effetto. Il passaggio alla lettura e la scrittura con il Workbook, dopo 3 anni di corso, diventa totalmente normale. Cristian adesso sta iniziando a mettere insieme in forma scritta parole in inglese! E’ come dovrebbe essere, dal momento che è un modo naturale. Prima di tutto impari a parlare l’inglese, poi a scriverlo. A scuola spesso accade il contrario!

 

La famiglia ha trovato Helen Doron durante la ricerca per una corretta educazione del loro bambino. “In un momento particolare, mio marito cercava un corso di inglese per Cristian, che all’epoca aveva 3 anni. Ho frequentato la lezione di prova e ho visto subito che il bambino era calmo, a suo agio, reagiva positivamente e mi sono convinta. Vorrei consigliare questa esperienza agli altri genitori e, devo dire, come madre sono molto contenta! Generalmente quando lo porto in aula, lo aspetto nella sala d’attesa e in questi momenti non sono preoccupata perché l’atmosfera è accogliente e si crea una sorta di famiglia!

La mamma orgogliosa continua: “l’inglese non è solo per viaggiare e lavorare, ma anche per lo sviluppo mentale, perché imparare una lingua ti insegna un modo diverso di vivere e di pensare. Durante la settimana Cristian fa anche altre attività nel pomeriggio e ancora, nonostante i suoi interessi e le sue abitudini siano cambiate negli anni, continua con l’inglese. Infatti, se perde una lezione a causa dell’influenza, è veramente dispiaciuto. Quello che mio marito ed io stiamo facendo da 4 anni è un investimento per il futuro, qualsiasi cosa Cristian decida di fare un giorno”. Inoltre, secondo Stefania, in Italia l’inglese non è ancora considerata la prima scelta come seconda lingua: “dovrebbe avere più importanza. Molte persone lo scoprono a scuola con le lezioni di grammatica e di scrittura e non vanno lontano, come nel mio caso. Ma successivamente se il lavoro ti porta all’estero o se sei anche solo in vacanza, ti senti a disagio quando devi esprimerti, ti senti un pesce fuor d’acqua”.

 

Riflettendo sul metodo Helen Doron English, Stefania ci ha detto: “secondo me una della cose che funzionano in questo metodo è l’utilizzo dei giochi. Solitamente a scuola il bambino seduto al suo banco nella classe, probabilmente dopo 2 ore di un’altra materia, non si diverte durante la lezione. Non sto dicendo che l’inglese a scuola non sia importante, ma per imparare realmente devi giocare e essere attivo – è un modo diverso per imparare. Ci sono molte attività interessanti e varie: ascoltare a casa in sottofondo le canzoni del corso, guardare degli episodi e inoltre amo molto quando si organizzano eventi speciali, come Halloween, dove i bambini in classe realizzano progetti a tema, che aiutano a sviluppare abilità manuali. I piccoli gruppi sono un’altra cosa che mi rende convinta del metodo: le relazioni con i compagni di classe che hanno iniziato questo percorso con lui sono diventate molto forti, forse perché non sono in 20/25 bambini in classe e anche le attività che fanno insieme non sfuggono di mano. È tutto molto ben organizzato e c’è molta attenzione ai dettagli!”