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Genitori iperprotettivi: quali i rischi per i figli?

Quando osserviamo e ascoltiamo nostro figlio per capire davvero i suoi bisogni e desideri e rispondiamo in modo adeguato, rispettando la sua età, lo aiutiamo ad acquisire fiducia in se stesso e in noi. Nel rapporto con i figli, infatti, è fondamentale che questa fiducia sia reciproca.

Dare fiducia a nostro figlio significa favorire il suo sviluppo, senza proteggerlo troppo, senza opprimerlo.

I bambini, infatti, per costruire una sana autostima, hanno bisogno di vedere confermato il loro sentimento di competenza, cioè la consapevolezza di essere capaci di fare delle cose o di poter imparare a farle, mettendo a frutto le proprie potenzialità.

Ogni bambino ha bisogno di sentirsi sempre una persona capace, anche se in quel momento non è ancora in grado di fare qualcosa.

Quando pensiamo a proteggere i nostri figli potremmo chiederci:

Dove sta il limite?”

L’istinto di protezione è naturale e sano, quando va nella direzione di evitare pericoli reali, immediati, e sofferenze che i bambini non potrebbero sopportare. Può diventare esagerato, e ostacolare lo sviluppo dell’autostima, quando non valutiamo le situazioni, le competenze o i bisogni di nostro figlio in modo realistico.

Qualche esempio di protezione eccessiva?

  • impedire categoricamente che il nostro bambino venga accudito da altri, perché nessuno è bravo e attento quanto noi;

  • proibire sempre a nostro figlio di arrampicarsi, saltare, esplorare, per paura che si faccia male; al parco, per esempio, dirgli di continuo “Fermati!”, “Torna qui!”, “Non correre!”;

  • fare al posto suo quello che sa fare da solo, per esempio imboccandolo o vestendolo, per fare più in fretta o per evitargli la frustrazione che proverebbe non riuscendoci;

  • non dargli mai piccoli incarichi da svolgere, come aiutarci ad apparecchiare la tavola o rimediare a un piccolo disastro, per risparmiargli fatiche e difficoltà;

  • concedergli tutto, prima ancora che ce lo chieda, per evitare che soffra.

Se è chiaro che i bambini trascurati hanno uno scarso livello di autostima, i genitori iperprotettivi, dal canto loro, non favoriscono lo sviluppo della fiducia in se stessi. Diversi studi, hanno infatti dimostrato come ci sia uno stretto legame tra protezione eccessiva e bassa autostima nei bambini.

A volte ci capita di pensare che accontentando sempre i nostri figli e proteggendoli da tutto gli eviteremo paure e delusioni quando, in realtà, sappiamo bene che non è così e che appena metteranno piede fuori casa da soli, dovranno fare i conti anche con queste emozioni.

Ai bambini iperprotetti viene impedito di fare delle esperienze in cui potrebbero dimostrare e rafforzare le proprie capacità, rendendosi conto di ciò che sanno fare e ciò che possono imparare a fare; non vengono dati loro gli strumenti per fronteggiare sfide e paure, con cui tutti dobbiamo inevitabilmente fare i conti.

A questi bambini manca la consapevolezza del limite fino a cui possono spingersi nel fare esperienze che, se affrontate con serenità al momento giusto, favorirebbero l’acquisizione di quel livello di autonomia, indispensabile per poter credere in se stessi, nelle proprie potenzialità, e per costruirsi un’immagine di sé positiva e realistica.

Troppa protezione, però, non significa soltanto impedire a nostro figlio di salire da solo sullo scivolo quando è già in grado di farlo; significa anche coprirlo di lodi e complimenti, troppo frequenti e troppo generici, per ogni sua azione, con l’illusione di rafforzare così la sua autostima.

Perché è rischioso esagerare con i complimenti?

1. un bambino che si sente sempre dire “Come sei bravo!” rischia di non far più caso alla lode, che diventa un’abitudine priva di significato, e di non capire la differenza tra ciò che sa fare bene e ciò che lo mette in difficoltà;

2. il bambino troppo lodato può perdere il gusto di fare le cose per il piacere di farle, agendo in un certo modo solo per compiacere i genitori e riceverne l’approvazione;

3. troppi complimenti, inoltre, alimentano nel bambino un’immagine di sé irrealistica, che verrà distrutta al primo fallimento. Invece di imparare dai propri errori, il bambino ne verrebbe sopraffatto.

Per favorire una sana autostima è meglio lodare l’impegno che nostro figlio mette in quello che fa, a prescindere dal risultato, e imparare a valutare in modo realistico le sue capacità e i rischi a cui va incontro in una certa situazione, dandogli autonomia ogni volta che è possibile.

La sua autostima ringrazierà.